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Tra le
nuvole di Saturno
Riccardo Manzotti |
Sommario.
In una sequenza di immagini all’infrarosso fornite dalla sonda Cassini nel 2006
sembrano presenti strutture lineari oltre al famoso esagono. Sebbene la qualità
delle immagini sia relativamente bassa, una serie di elaborazioni standard
permettono di evidenziare con maggiore chiarezza queste strutture. I risultati
incoraggerebbero ulteriori ricerche
Sono ben noti i rischi di tentare di
vedere figure strane in immagini a bassa risoluzione provenienti dallo spazio
sin dai tempi delle famose osservazioni di Schiaparelli circa i fantomatici
canali su Marte (Lowell
1896; Zahnle 2001). Tuttavia non c’è niente di male
se si cerca di analizzare, con mille cautele, i dati che provengono dalle sonde
spaziali. In sintesi, il dubbio è che nelle immagini provenienti da Saturno si
possano vedere delle configurazioni (su cui non si fa nessuna ipotesi)
rettilinee disposte approssimativamente a triangolo in corrispondenza del polo
Nord di Saturno. Se la cosa potesse essere confermata, sarebbe sicuramente
qualcosa che richiederebbe una spiegazione.
Procediamo con ordine. Il punto di
partenza è una serie di immagini a infrarossi ottenute della sonda Cassini nel
suo passaggio vicino al polo Nord di Saturno il 10 novembre del 2006 (Mitchell
2008). Le immagini sono in bianco e nero e hanno
384x384 punti. Analizzandole però sembrano un sovracampionamento di immagini
native di soli 64x64 punti. La sequenza è pubblicamente disponibile e
scaricabile su
http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA09187. Come riportato dalla
NASA, si tratta di immagini prese a una distanza di 1,03 milioni di Km al di
sopra dello strato più superficiale delle nuvole di Saturno (Per maggiori
informazioni sulla sonda Cassini-Huygens si può consultare il sito
http://saturn.jpl.nasa.gov. La pagina
dello spettrometro si trova a
http://wwwvims.lpl.arizona.edu.). La sequenza riprende il movimento di
rotazione notturno del polo Nord del pianeta con gli anelli ed è stata ottenuta
utilizzando lo spettrometro a infrarossi a 5 micron a bordo della sonda (Mitchell
2008). I punti più chiari corrispondono a zone a
maggiore energia mentre le aree scure corrispondono o a nuvole o a regioni meno
attive nell’infrarosso. Secondo la NASA, le nuvole più profonde si troverebbero
a 75 chilometri sotto lo strato più superficiale di Saturno (quello strato di
ammoniaca che si vede nelle foto normali). La ripresa all’infrarosso, quindi,
mostrerebbe quello che si trova sotto la superficie nuvolosa.
Figura 1 Una delle immagini originali della sonda Cassini riportata contro la posizione stimata del globo del pianeta.
Guardando queste riprese si vede
subito la struttura più evidente, il famoso esagono di nuvole (presente anche
nelle foto normali) che è già stato evidenziato a più riprese (Godfrey
1988; Alison, Godfrey et al. 1990; Godfrey 1990a).
L’esagono è una struttura stabile nelle nuvole di Saturno rilevata fin dai primi
passaggi delle sonde Voyager nel 1988. Sulla sua esistenza sono state avanzate
numerose teorie basate sulla formazione di correnti cicliche che creano questo
curioso andamento forse per effetto della differenza di velocità angolare tra la
rotazione del sottostante nucleo roccioso e gli strati superficiali di nuvole (Allison,
Godfrey et al. 1990; Barbosa and Read 2011). Per
quanto l’esagono sia strano, abbiamo il dubbio che vi sia qualcosa di ancora più
strano.
Per riuscire a ricavare il più
possibile dalle immagini ottenute dalla sonda si sono fatte una serie di
elaborazioni. Tutti gli algoritmi utilizzati sono elaborazioni standard e non
dovrebbero introdurre artefatti. Il primo passo è stato correggere
l’aberrazione prospettica dovuta alla posizione inclinata della sonda. In questo
modo le immagini ottenute mostrano il polo nord come se la sonda si fosse
trovata esattamente sulla verticale del polo nord (e dell’esagono).
Il secondo passo è stato tenere conto
della rotazione del pianeta (Godfrey
1990b; Stevenson 2006). Infatti le 38 immagini sono
state acquisite durante un periodo pari a circa un’ora durante il quale il
pianeta ha ruotato su se stesso. Per evidenziare strutture solidali con
l’esagono abbiamo controruotato le immagini come se la sonda stesse ruotando. Si
è stimato che, durante l’ora di riprese, l’esagono abbia ruotato di circa 28°. A
questo punto disponiamo di 38 immagini stabilizzate e deprospettivizzate nelle
quali l’esagono è relativamente stabili ed è così possibile distinguere
evidenziare l’esistenza di altre strutture stabili con l’esagono (Figura 2).
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Figura 2 Prima riga: le immagini acquisite dalla sonda Cassini (rispettivamente i frame 1, 12, 24, 36). Seconda riga: dopo la correzione prospettica. Terza riga: le immagini stabilizzate rispetto alla rotazione.
Sovrapponendo le 38 immagini così stabilizzate rispetto alla rotazione si evidenziano alcuni fatti interessanti: le immagini sembrano il risultato della sovrapposizione di due livelli, uno più profondo e uno più superficiale. Quello più superficiale corrisponde alle nuvole degli strati più alti del pianeta in moto rotatorio rispetto alle strutture più profonde.
La cosa più interessante, però, è che,
oltre all’esagono, si intravvedono altre strutture tendenzialmente geometriche e
rettilineari (Figura 3). L’esagono sembra essere solidale con le strutture più
profonde (Figura 3). Tutto si può vedere bene con maggior chiarezza in un video
ottenuto ponendo le immagini in sequenza (Figura 4)

Figura 3 A sinistra una immagine ottenuta sovrapponendo e mediando le immagini normalizzate. A destra, le strutture percepibili. In rosso, l’esagono. In azzurro, rette disposte approssimativamente a triangolo. In verde altri segmenti (in particolare il triangolo rettangolo sulla sinistra).
Queste strutture non sono visibili
nelle foto normali in alta risoluzione
riprese dalla sonda (PIA09188, PIA10568, PIA10583,
PIA10486, PIA10486, PIA10449), questo fatto non è sorprendente in quanto tali
immagini mostrano solo lo strato più superficiale delle nubi di Saturno mentre
queste strutture sembrerebbero più profonde. In altre immagini all’infrarosso,
le stesse configurazioni non sono evidenti o sembrano essere assenti (PIA09188,
PIA11215 analizzate da
Baines, Momary et al. 2009) anche se potrebbero
essere presenti in altre immagini.
(PIA09185, PIA09186).
Le strutture rettilineari sono
particolarmente evidenti se si sommano tutte le immagini e si procede con vari
filtri in modo da evidenziare la frequenza spaziale opportuna (Figura 4).
Osservando il video risultante dei 38 frame si può avere una percezione
qualitativa delle strutture ancora più forte (Figura 5).
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Figura 4 quattro immagini ottenute filtrando le immagini originali in modi diversi utilizzando il programma astronomico Registax. A sinistra in alto, le immagini originali sono state riportate alla risoluzione originale di 96x96 e poi filtrate. A destra in alto, le immagini sono state mediate e poi equalizzate. A sinistra in basso, si è selezionata una frequenza spaziale maggiore di 2 pixel. A destra in basso, una frequenza spaziale di 3 pixel.
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Figura 5 Il filmato ottenuto mettendo in sequenza le 38 immagini stabilizzate rispetto alla rotazione e al movimento. Se si vuole si può scaricare la versione AVI (31 Mb) cliccando qui)
Detto questo, è interessante il fatto
che “l’esagono sembra ruotare esattamente con la stessa velocità del campo
magnetico del pianeta, che è solidale con il nucleo interno.” (Sanchez-Lavega,
Rojas et al. 1997, p. 350). Infatti bisogna
considerare la difficoltà di stimare la velocità di rotazione del pianeta
completamente nascosto alla osservazione diretta (Stevenson
2006). Questo fatto è sorprendente perché l’esagono
(che è una formazione nuvolosa) si trova immerse in venti locali molti forti (oltre
100 m/sec) che dovrebbero
spostarlo (Fletcher,
Irwin et al. 2008).
Bibliografia
Barbosa,
C. A. and P. Read, (2011),
Retrieved 6 June, 2011, from
http://news.sciencemag.org/sciencenow/2010/04/saturns-strange-hexagon-recreate.html.
Godfrey,
D. A., (1988), "A hexagonal feature around Saturns north-pole" in
Icarus, 76: 335-356.
Godfrey,
D. A., (1990a), "The Rotation Period of Saturn's Polar Hexagon" in
Science, 247: 1206-1208.
Godfrey,
D. a., (1990b), "The Rotation Period of Saturn's Polar Hexagon." in
Science, 247: 1206-8.
Lowell,
P., (1896), Mars, London, Longmans
Green.
Mitchell,
R. T., (2008), "The Cassini Mission exploring Saturn" in
Acta Astronautica, 63: 61-67.
Stevenson, D. J., (2006), "A new spin on Saturn" in
Nature, 441: 34-35.
Zahnle,
K., (2001), "Decline and fall of the martian empire" in
Nature, 412: 209-213.